8 Febbraio 2019

Le idi di febbraio

Elemento di monumento funerario visibile al Museo Nazionale e area archeologica di Altino nella sezione dedicata alla romanizzazione

Hostilia è il nome che mi è stato dato e che hanno portato prima di me altre donne della mia famiglia. Anche una pietra ne conserva inscritta per sempre la memoria.

Viviamo ad Altinum da generazioni ma mi hanno sempre raccontato che prima avevamo casa a Patavium, in un tempo in cui si parlavano le lingue dei mercanti greci, etruschi e celti ma si scriveva da Veneti antichi. Una strada ben stesa chiamata via Annia collega ancor oggi le due città e basta mezza giornata perché il carro mi accompagni dall’una all’altra. Vero è che a me piace molto di più viaggiare a cavallo ma non sempre è la soluzione più opportuna.

Oggi sono le idi di febbraio* e a Roma splende la gloria di Ottaviano Augusto, imperatore della pace. In questa fredda giornata di sole mi sono regalata un po’ di tempo per una passeggiata.

E m’incanto come se fosse la prima volta; vedo le montagne innevate, la laguna con il suo specchio d’acqua e le saline biancheggianti. Sento il profumo dell’aria d’inverno, ascolto lo scorrere dell’acqua del canale, il viavai di chi vive e lavora nella nostra domus e mi sento una privilegiata.

Sì perché io ho viaggiato, ho conosciuto altri paesaggi, genti, modi di vivere e ne ho apprezzato la varietà ma come si sta ad Altinum, non c’è paragone!

Da queste mie stanze vi scrivo perché non voglio tenere per me sola tanta bellezza e le nostre storie. Venite con me pedetemptim, passo dopo passo…

*15 febbraio

Da | Pubblicato in I racconti di Hostilia